La sregolatezza emotiva è stata definita come l’incapacità di incrementare, mantenere o diminuire (in una sola parola: regolare) le emozioni, sia positive che negative. Il risultato è quello di rendere difficoltoso oppure impossibile il raggiungimento di un obiettivo desiderato ovvero l’adattamento psicofisico e specie-specifico alle situazioni socio-ambientali che si determinano attorno al soggetto.
Si tratta di risposte inappropriate data la valenza dello stimolo e/o il contesto.
Alcuni esempi sono l’eccesso d’ira, i timori infondati, il non riuscire a riconoscere e a cogliere le buone occasioni, il manifestare gioia in contesti inappropriati, arrabbiarsi per futili motivi.

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    La regolazione delle emozioni

    Un elemento fondamentale delle emozioni è quindi la loro regolazione. Per regolazione delle emozioni si intende in generale l’insieme dei processi attraverso cui è possibile mediare o moderare le nostre emozioni.
    La regolazione delle emozioni e l’autocontrollo sono funzioni cruciali per affrontare efficacemente le complesse dinamiche relazionali.
    Esse costituiscono il principale ingrediente del benessere fisico e psicologico.
    Esistono diversi modelli di regolazione delle emozioni come ad esempio quello di Gross, quello di Parkinson e Totterdell e quello di Richard Lazarus.

    In un altro articolo affronto con maggiore dettaglio il tema della regolazione delle emozioni.

    Sregolatezza e psicopatologia

    La sregolatezza emotiva è associata a numerosi disturbi di tipo somatico e comportamentale, tra questi ultimi soprattutto le dipendenze. Inoltre, è associata a disturbi di personalità come il disturbo borderline oppure a disturbi dell’umore come il disturbo bipolare, oppure a disturbi del neurosviluppo come i disturbi dello spettro dell’autismo e i disturbi dell’attenzione e dell’iperattività. Inoltre è associata a traumi psicologici oppure a disturbi neurologici, come nel caso di traumi fisici che interessano il cervello.
    La sregolatezza emotiva è uno dei principali fattori che, secondo la teoria biosociale proposta da Marsha Linehan, sono all’origine del disturbo borderline di personalità. La terapia dialettico comportamentale prevede l’insegnamento di opportune life skill per migliorare la regolazione emotiva.

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