La pratica della mindfulness
DBT Skills Training

Pensare Mindfulness 1

Esploriamo una delle quattro DBT Skills

di Emanuele Fazio
La pratica mindfulness è la meditazione?

Il DBT Skills Training contempla, tra le sue quattro skill fondamentali, la pratica della mindfulness.
Molti considerano la pratica della mindfulness come una forma di meditazione.
Il che è certamente corretto.
Tuttavia, la mindfulness viene spesso considerata come una pratica esercitata da persone dotate di un elevato senso di spiritualità.
Anche ciò è a volte vero.
Ma da un punto di vista psicologico, e più esattamente all’interno del DBT Skills Training, la mindfulness è soprattutto considerata una capacità di pensare e di agire (vedremo tra breve in che modo) e che può essere appresa e implementata all’interno di un percorso specifico, per l’appunto il DBT Skills Training.
Tale capacità, se adeguatamente appresa, e naturalmente anche adeguatamente insegnata, è in grado di influenzare il nostro modo di pensare e di agire, alleviando di fatto le problematicità determinate da stress, pensieri divergente, emotività e scarso controllo degli impulsi.

Emanuele Fazio Psicologo a Roma Nord
emanuele fazio psicologo a roma nord
Cosa si intende con il termine mind?

Si intende la mente.
E quindi, cosa si intende con il termine
mente?
Da un punto di vista psicologico, che è quello che principalmente ci interessa, la mente è la modalità di funzionamento del nostro cervello, la cui funzione (cioè di mente + cervello) è quella di percepire i fenomeni che avvengono attorno a noi (ma questa è una modalità di funzionamento che anche gli animali non umani hanno) e di farne esperienza, cioè di ricavarne dati e inferenze che ci potranno tornare utili in seguito.
Anche questa è una modalità che gli animali
non umani hanno, ma gli animali umani ce l’hanno molto più sviluppata.

Noi percepiamo i fenomeni, o per meglio dire, sentiamo i fenomeni e poi li percepiamo (sensazione e percezione sono due funzioni distinte, come vedremo in un altro articolo) e questa percezione, assieme all’esperienza, determina un’altra serie di fenomeni che si chiamano pensieri, emozioni, comportamenti, e al loro interno altri fenomeni, che chiamiamo atteggiamenti, sentimenti, impulsi, spinte motivazionali, memoria ed altri ancora.
Tutti questi fenomeni possono essere coscienti, cioè, ci accorgiamo del fatto che stanno realmente accadendo e quindi possiamo anche descriverli, oppure possono non esserlo, nel senso che accadono, ma non ne facciamo esperienza.
Al massimo, facciamo esperienza di ciò che determinano.
Inoltre, e questa è una caratteristica solo degli animali umani, possiamo percepire e fare esperienza del fatto che stiamo percependo e stiamo facendo esperienza di un fenomeno.

Il qui e ora nella pratica mindfulness

Sviluppare la skill della mindfulness significa essenzialmente essere capaci di avere coscienza di ciò che sta realmente accadendo in quel preciso momento, limitando al massimo l’intrusione di pensieri, memorie e quant’altro non riferibile al momento presente.
Ad esempio: se sono impegnato con una faccenda domestica, magari una di quelle che svolgo in automatico, può capitare che mi metta a pensare a qualcos’altro non pertinente con la faccenda prima detta, come potrebbe essere pensare a qualcosa che mi è successa ieri.
Frattempo un pensiero non del tutto cosciente mi avverte che per continuare la faccenda domestica devo recuperare un oggetto che si trova in un’altra stanza.
Automaticamente mi dirigo verso l’altra stampa, sempre rimuginando su quel qualcosa accaduto ieri.
Arrivo nell’altra stanza e … non ricordo più il motivo per cui mi ci ero recato! Questo vuol dire, in linea di massima, non pensare mindfulness.
Il pensiero di ciò che è accaduto ieri non è funzionale allo svolgimento del compito.

Più estesamente, la pratica della mindfulness implica il prestare attenzione solo a ciò che sta accadendo in quel preciso momento, soprattutto a ciò che si sta verificando sottotraccia, senza che noi abbiamo piena consapevolezza di ciò.
Come dicevo prima, molti fenomeni tra quelli che ho elencato avvengono al di fuori della nostra coscienza ma ciò che determinano è spesso cosciente.
Se non provassimo ad avere coscienza e fare esperienza di tali fenomeni, probabilmente non saremmo in grado di fare inferenze circa la loro relazione di causa/effetto (o di correlazione), rischiando di credere che la causa di qualcosa sia qualcos’altro, invece che il fenomeno sottotraccia.
Un altro aspetto del pensare mindfulness è quello dell’atteggiamento non giudicante.
Parleremo in un altro articolo di questo aspetto.

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