aggressività
Glossario di psicologia

Aggressività

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di Emanuele Fazio
Aggressività

L’aggressività è una tendenza verso la dominanza sociale, attuata per il mezzo di atteggiamenti e comportamenti minacciosi e ostilità manifesta. Può verificarsi sporadicamente oppure essere un tratto caratteristico dell’individuo. Vi sono due tipi di aggressività: quella reattiva e quella proattiva. Nel primo caso il soggetto difende ciò che ha (un oggetto saliente concreto oppure astratto) oppure il suo progetto ad avere quel tale oggetto. Nel secondo caso attacca l’oggetto saliente che non ha: di fatto il suo progetto è di natura esclusivamente predatoria. L’attacco può essere diretto al possessore dell’oggetto (l’ambiente è un possibile possessore) e il possessore spesso incorpora l’oggetto.

Emanuele Fazio Psicologo a Roma Nord
Psicologo a Roma nord
Aggressività e catarsi

Gli studi che si sono occupati di distinguere tra aggressività intesa come impulso versus aggressività intesa come risposta socialmente appresa, si focalizzano spesso sul concetto di catarsi, o purificazione da una emozione attraverso l’esperienza intensa oppure completa di essa.

Se l’aggressione fosse un impulso, la sua libera espressione dovrebbe svolgere una funzione catartica, e produrre una riduzione dell’intensità dell’emozione rabbia e la cessazione dell’azione aggressiva (analogamente al fatto che se mangiamo, riduciamo il senso di fame e cessiamo il comportamento di ricerca del cibo).

L’ipotesi social-cognitiva postula che l’aggressione è una risposta appresa, e pertanto esprimere aggressività diventa un comportamento operante, specie se rinforzato.

La ricerca ha evidenziato più dati a sostegno dell’ipotesi social-cognitiva.

Gli psicologi hanno condotto numerosi studi di laboratorio per determinare se l’aggressività diminuisce una volta che è stata parzialmente espressa.
Gli studi sui bambini indicano che la partecipazione ad attività aggressive aumenta il comportamento aggressivo o lo mantiene allo stesso livello.
Gli esperimenti con gli adulti producono risultati simili.
Quando vengono date ripetute opportunità di punire un’altra persona (che non può vendicarsi), gli studenti universitari diventano sempre più punitivi.
I partecipanti che sono arrabbiati diventano ancora più punitivi negli attacchi successivi rispetto ai partecipanti che non sono arrabbiati.
Se l’aggressività fosse catartica, i partecipanti arrabbiati dovrebbero ridurre la loro spinta aggressiva quando agiscono in modo aggressivo.

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